Il tocco “verde” di K-array

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Montréal, in estate, è sede di eventi culturali e festival all’aperto molto importanti (e spesso anche grandi). Sembra quasi che nei pochi mesi nei quali gode del bel tempo, la città voglia "rimettersi in pari" con i propri abitanti, costretti a rimanere al chiuso nei lunghi mesi invernali, quando le temperature scendono anche oltre i -20° C (-4° F).

 

Il Festival de la Musique et des Arts Osheaga è uno di questi grandi eventi dell’estate di Montréal. La prima edizione ha avuto luogo nel 2006, l’ultima dal 2 al 5 agosto appena passato. La location è il Parc Jean-Drapeau, il grande polmone verde sull’Ile St. Hélène, un’isola naturale al centro del fiume Saint Laurent che attraversa la città. Vi è motivo di pensare, anche se non ne abbiamo conferma, che il singolare nome derivi dall’assonanza con “Hochelaga”, il villaggio degli irochesi costruito su un’isola del Saint Laurent, nelle vicinanze del (futuro) Mont Royal, ovvero il villaggio dove sbarcò nel 1535 Jacques Cartier, evento che sancì l’arrivo degli europei anche nel Nord del Nuovo Continente. Il programma dell’Osheaga prevede da sempre una nutrita e interessante line up di band emergenti, accanto a musicisti più conosciuti (nell’ultima edizione per esempio i Sigur Ros, Amadou&Mariam ecc.), ma anche molte performance e mostre d’arte contemporanea, già visibili anche nei week-end precedenti alle date del festival musicale.

 

Quest’anno, uno dei cinque palchi dell’Osheaga era denominato la “Scène Verte”; l’organizzazione ha desiderato mostrare che un approccio green è possibile anche nel mondo della musica e dei concerti. Cio è stato possibile anche grazie a Sennheiser Canada, che ha sponsorizzato la Scène Verte in partnership con Solotech, mettendo a disposizione il sistema di diffusione con il marchio italiano K-array (del quale è distributore sul territorio), completamente a suo agio nella duplice necessità di una resa qualitativa e d’impatto, e di un approccio ambientale consapevole.

 

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Vaino Gennaro è il Business Director del settore Live Sound di Sennheiser Canada e grazie a lui si è concretizzato il progetto green dell’Osheaga:

 

"Mi sono attivato per avere gli elementi giusti al momento giusto: il sound engineer Pierre Tougas, professionista accreditato e di lunga esperienza anche all’estero, il sistema di diffusione di K-array e il contributo della rental company Solotech. Il tutto ha funzionato a meraviglia e K-array ha dimostrato come le nuove tecnologie audio possano contribuire a preservare l’ambiente: compattezza e leggerezza hanno permesso di ottimizzare l’energia impiegata per il trasporto, ma anche il fabbisogno di corrente elettrica durante i concerti stessi. Senza contare che il montaggio dei due cluster ai lati del palco ha richiesto solo un’ora di lavoro per quattro persone. Ma l’aspetto più interessante è che non abbiamo dovuto accettare alcun compromesso per qualità e potenza della diffusione, fondamentali davanti a un pubblico di oltre 15.000 persone."

Vaino Gennaro, Business Director del settore Live Sound di Sennheiser Canada

 

Tougas e Vaino hanno scelto i modelli più "vigorosi" del catalogo K-array e un design sperimentato perché...

 

"...considerando il calibro degli artisti sul palco, e la grandezza dell’area, volevamo avere potenza e copertura garantite."

Pierre Tougas, Sound Engineer

 

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Il sistema comprendeva quindi due cluster laterali composti da cinque KH4 più cinque KS4 ciascuno, completati da ulteriori quattro KS4 per lato; la quantità di pubblico presente, ma soprattutto il programma musicale, che prevedeva un’importante dose di basse frequenze, hanno richiesto l’aggiunta di sei moduli KO70, collocati semplicemente a terra. Ultimo tocco, la presenza di sei KH15, disposti sul bordo anteriore del palco, e utilizzati come front fill per le prime file del pubblico. Per ottimizzare ulteriormente i tempi alcuni moduli sono giunti sul posto ‘premontati’, e i cablaggi pre-impostati nei giorni precedenti.

 

"Un impianto che abbiamo già testato al D-Tox Rockfest di Montebello (Canada) e che ha centrato pienamente l’obiettivo. Abbiamo mantenuto un angolo molto stretto nella dispersione verticale, per ottenere una risposta in frequenza coerente e un SPL elevato su tutta la distanza. L’ottimizzazione è stata una passeggiata, grazie alla semplicità intrinseca di K-array e alle precedenti esperienze con questo sistema."

(ibid.)

 

L’installazione per l’Osheaga ha richiamato l’attenzione di diversi giornalisti, giunti a Montréal per ascoltare direttamente le potenzialità dei sistemi K-array. Abbiamo infine domandato a Tougas se aveva qualche ulteriore commento:

 

"Certo, ma la maggioranza di questi non possono essere pubblicati!  Scherzi a parte, i fonici degli artisti e la produzione erano molto contenti del sistema: è stato un vero successo."

(ibid.)