K-array sostiene la cultura italiana

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Forse non tutti sanno che quello di Pavarotti è il secondo nome italiano più conosciuto al mondo, dopo il nome di Ferrari, e questo la dice lunga sulla sua popolarità. Vi abbiamo da poco raccontato del coinvolgimento di K-array all’Arena di Verona (con la creazione di un raffinatissimo sistema di sound reinforcement per le opere qui rappresentate), ma la storia d’amore tra il costruttore toscano e la lirica si è spinta oltre. Il centenario del Festival Lirico Arenario è stato la giusta occasione anche per inaugurare la mostra AMO Pavarotti, dedicata al tenore che in più di un’occasione ha legato esibizioni memorabili (e parte della sua carriera) a questo specialissimo luogo. I promotori (la Fondazione Arena di Verona e la Fondazione Luciano Pavarotti) hanno voluto offrire un ricordo del Maestro attraverso foto, video, registrazioni audio, accanto a molti oggetti legati alla sua vita artistica, dagli antichi carteggi verdiani di sua proprietà, al chiodo ricurvo che amava portare come oggetto scaramantico. Ma come ha affermato Nicoletta Mantovani, moglie di Pavarotti, in una recente intervista riguardo alla mostra, l’artista modenese è stato anche il padre dell'ibridazione tra la lirica e altri generi musicali (si ricordino i duetti con Bono Vox, Céline Dion, Elisa…), quindi la multimedialità è quanto mai indovinata per parlare di lui.

 

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Il museo infatti, nelle sue otto sale, mostra video tridimensionali, show reel, videoproiezioni e ovviamente la riproduzione di suoni di scena e registrazioni della sua voce. La F&P Group si è occupata dell’allestimento della mostra, e per l’audio Mario Zappa, Produttore Esecutivo, non ha avuto dubbi: ha subito scelto K-array per le sue note caratteristiche, compattezza e design, che non possono mancare in un allestimento museale, e qualità, per rendere al meglio l’universo sonoro e la voce del Maestro. K-array ha quindi deciso di sponsorizzare la mostra affiancando il suo marchio alla celebrazione del grande tenore, nell’intenzione di essere presente nel proprio territorio di origine con iniziative utili alla diffusione della cultura dell’ascolto. Un sistema Piccolo e alcune Kobra (KK52, KK102) sono state installate nelle varie sale, per diffondere suoni, canto e musica.

 

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La mostra, al Palazzo Forti di Verona, si è conclusa lo scorso 16 settembre, ma sono già previsti un ampliamento e un tour in altre città del mondo… la seguirete con noi, sulle orme di K-array?

 

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