L'impianto audio della Royal Opera House riceve il dono dell'invisibilità da K-array

Royal Opera House

 

Qui si parla di opera, non di cabaret. Tuttavia, se le line array KP102 potessero dire la loro, di sicuro domanderebbero: “Qualcuno riesce a vedermi?”. Gli otto KP102 montati da Stage Electrics su ogni lato del boccascena della Royal Opera House di Londra sono talmente discreti da risultare quasi invisibili.

 

Dopo aver inizialmente provato con un sistema KR402, il Responsabile del Suono Steve Zissler e il suo team, in collaborazione con Jamie Gosney (sound designer di Stage Electrics), e Dave Wooster (che fa parte di 2B Heard, nuovo distributore UK di K-array), hanno messo insieme una serie di progetti in grado sopperire alle carenze dell'impianto audio del teatro.

 

Il risultato finale è un impianto composto da:

 

 

Royal Opera House

 

"Il vantaggio di un sistema di questo tipo, a parte offrire un ottimo bilanciamento tra la parte destra e sinistra, è che ovunque ci si trovi si è sempre in asse con l’impianto, grazie al posizionamento dei prodotti sulle colonne. Ciò permette di sentire il suono come proveniente direttamente dal palco, senza ritardi, anche se ci si trova sulle balconate."

Dave Wooster, 2B Heard

 

Le performance complessive del sistema ricevono davvero un grande slancio dai sedici KP102, ognuno dei quali è composto da dodici trasduttori che gli forniscono una potenza di 720W. Con un totale di novantasei woofer full range a lunga escursione da 3.15”, una dispersione verticale di 7°, orizzontale di 100° e un peso di 96 kg, l’impianto risulta unico nel suo genere.

 

"L’impianto offre una risposta dinamica e veloce, e tutta l’accuratezza che occorre, sulla base di ciò che il tecnico si aspetta che faccia."

(ibid.)

 

"Oltre che rappresentare opere teatrali, ospitiamo anche eventi commerciali. E per noi quello di K-array è un sistema che ci permette di svolgere il 90-95% dell’intero range di attività che vogliamo coprire. Certo, se volessimo fare gli Iron Maiden sarebbe leggermente diverso ma le chance che ciò accada sono molto basse."

Steve Zissler, Responsabile del Suono

 

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"Quando cammini nell’auditorium, ti ritrovi un grandioso boccascena dorato e dei sontuosi posti a sedere felpati rossi... non ti va proprio di vedere uno speaker appeso. La chiave è questa per noi: la gente deve entrare nell’auditorium e non vedere nemmeno uno speaker, o comunque non deve aspettarsi che i suoni vengano resi più potenti da un qualsivoglia strumento. Per un evento commerciale ci può anche stare, ma generalmente, se mettiamo in scena qualcosa di più di un’opera o di un balletto cantemporaneo che può anche prevedere la presenza di strumentazione elettronica, è importante farsi coinvolgere dal suono puro e non da... quello speaker lassù!"

(ibid.)