Allo Sheldonian Theatre di Oxford, passato e presente si incontrano con K-array

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Questa volta la versatilità e il design dei diffusori K-array hanno consentito di abbattere le barriere tra passato e presente. Il nuovo sistema audio K-array installato nello Sheldonian Theatre di Oxford (UK) ha permesso di adeguare uno spazio antico alle moderne necessità, rispettando al contempo l’architettura di questo gioiello architettonico.

 

Dopo oltre tre secoli dalla sua costruzione (avvenuta a cavallo tra il 1664 e il 1669), l'edificio progettato dall'architetto Christopher Wren è infatti tornato al suo splendore originale, grazie a un recente e accurato intervento di restauro che ha interessato anche la revisione di tutto l'impianto sonoro. Il teatro è caratterizzato da una pianta ad arco e da una grande cupola: una struttura particolare, utilizzata per cerimonie di laurea, conferenze tenute da relatori ospiti, celebrazioni, ma anche per concerti di musica da camera. La sua conformazione ne permette l’uso in modalità differenti.

 

Il nuovo impianto di diffusione sonora avrebbe quindi dovuto abbinarsi bene con le rifiniture interne appena restaurate, e avrebbe dovuto rispondere a tutte le variabili d’uso, mantenendo sempre un’alta qualità: K-array, distribuito sul territorio da Sennheiser UK, ha risposto in maniera ottimale ha risposto a entrambe le necessità.

"Dovevamo progettare un sistema che potesse lavorare in entrambe le direzioni, sfruttando combinazioni differenti dei diffusori, da utilizzare in situazioni diverse. Una sfida interessante.”

Brian Hillson, Managing Director di B+H Sound

 

Per questa particolare commessa B+H Sound ha scelto quindi di installare dodici  KV50W, line-array compatti che montano otto trasduttori al neodimio da 1” (possono essere montati in orizzontale o verticale, e in configurazioni multiple) e due sistemi bass line array KKS50W, alimentati da due amplificatori di potenza compatti KA7 e un solo KA10. Il diagramma di diffusione sonora che caratterizza i KV50W, acusticamente molto stretti in senso verticale a larghi in orizzontale, ha permesso una copertura uniforme e priva di dannose riflessioni, in considerazione sia della conformazione semicircolare dello spazio che dei tre ordini sovrapposti di tribune. I dodici diffusori sono stati fissati lungo la ringhiera della scala che conduce all'organo, sugli infissi delle porte e infine sui lati dei contrafforti posti al piano terra e al terzo piano: un’installazione molto discreta, grazie anche alle ridottissime dimensioni degli chassis, 35 mm di larghezza, 17 di profondità, per mezzo metro di lunghezza con i moduli sovrapposti in colonna. Successivamente gli chassis sono stati verniciati nei colori dell’architettura del teatro, operazione che li ha resi pressoché invisibili. I due bassi KKS50W, invece, sono stati nascosti nella struttura stessa delle scale, incassati negli incavi dei gradini.

 

“Grazie a un grosso lavoro di programmazione tramite il DSP i diffusori possono essere facilmente controllati in modo da adattarsi a ogni specifica applicazione, in relazione all’orientamento con il quale il teatro è utilizzato.”

(ibid.)

 

Infine, sono stati definiti una serie di preset in modo che il custode del teatro possa facilmente selezionarli a seconda degli usi della sala. Un importante intervento di “restauro tecnologico”, svolto a stretto contatto con il contractor e con il personale dell'Università preposto al rispetto dei luoghi.

 

"A opere concluse un docente - che è anche il Presidente dei Curatori coinvolti nel progetto - è entrato in teatro e ha chiesto dove fossero gli altoparlanti. Questo la dice lunga sui vantaggi che derivano da un sistema K-array".

(ibid.)

 

 

Oggi lo Sheldonian Theatre di Oxford, da sempre una tra le mete turistiche più importanti della città, è tornato a essere la suggestiva cornice di concerti di musica da camera, lezioni, e celebrazioni: un teatro antico 343 anni con un'acustica Made in Italy di alta qualità che si fa proprio sentire, senza farsi vedere.