K-array racconta la città ideale

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Un giornalista raccoglie notizie ed elementi su una città, la esamina e la racconta, ripercorre la sua storia, la sua evoluzione, comincia a percepire la sua anima… fino a decidere che la sua casa e il suo mondo sono proprio in quella, e solo quella città. Questo è il soggetto di Dokumentaristen, uno spettacolo scritto e messo in scena dalla compagnia teatrale Team Teatret di Herning, in Danimarca: la città dove la compagnia opera è anche la protagonista del suo ultimo spettacolo. Herning, nel 1913, è divenuta ufficialmente una Market Town, ovvero città grande con pieni diritti e operatività commerciale, e nel 2013 ne sta celebrando il centenario.

 

Dokumentaristen è un one man show nel quale la scenografia è altrettanto importante quanto la recitazione: si tratta di un grande cubo costruito con strutture da impalcatura, dove ogni spettatore siede in un piccolo balcone che si affaccia nella corte di questa sorta di palazzo-condominio. Al centro della corte solo il giornalista (l’attore Mikael Helmut) con il suo iPad e la sua storia su Herning. Un ambiente costruito con grande attenzione al dettaglio, all’interno di uno dei padiglioni del Messecenter Herning, imponente struttura edificata nel 1954 (e ampliata successivamente), con l’obiettivo di ospitare eventi fieristici, sportivi, culturali ecc., la più grande di tutta la Scandinavia, e la sola che potesse ospitare un progetto così ambizioso.

 

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Come ci ha raccontato Jan Juul Hansen di Mavt, che distribuisce K-array in Danimarca, nelle intenzioni dello scenografo Ingvar Cronhammar anche le dotazioni tecniche si sarebbero dovute integrare perfettamente nella scenografia, così il sound engineer della compagnia, che aveva già conosciuto le soluzioni del costruttore italiano in precedenti incarichi, ha pensato che proprio K-array potesse essere la soluzione ottimale. Insieme a Jan hanno valutato diverse opzioni, per poi scegliere i KP52, diffusori passivi con un rapporto dimensioni/potenza/qualità di emissione molto favorevole, adattissimi a riprodurre sia la musica di sottofondo dello spettacolo, sia la voce dell’attore, che ovviamente doveva risultare perfettamente intelligibile. 12 KP52 sono quindi stati installati sotto i balconi del palazzo (e resi così perfettamente invisibili), sono stati associati a quattro KMT21 e due KMT18 per la migliore resa anche delle basse frequenze, e amplificati con i KA10. Una scelta che ha accontentato sia la visione estetica dello scenografo che l’esigente orecchio del fonico, e che ha addirittura convinto anche l’attore, inizialmente un po’ recalcitrante all’idea di servirsi di un sistema di sound reinforcement per la propria voce.

 

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Jan Juul ha assistito a una delle rappresentazioni di Dokumentaristen, che si sono svolte dal 5 al 24 maggio scorsi, e ci ha confessato di esser stato molto colpito specialmente dall’ambientazione… guardando i video e le foto della serata non possiamo che essere d’accordo. Lo spettacolo ha avuto molto successo, ma nonostante questo non vi saranno future repliche, e chi non ha beneficiato di un biglietto dovrà purtroppo accontentarsi di video e foto. Una vita futura invece la stanno già avendo le apparecchiature di K-array utilizzate durante Dokumentaristen, acquistate dal Team Teatret e già trasferite nel loro teatro per le prossime produzioni e rappresentazioni.

 



 

 

Photos by Fiemming Hansen